Moving the mountain

Secondo il dizionario, muovere la montagna significa conseguire risultati spettacolari e apparentemente irraggiungibili, compiendo ogni sforzo possibile.

“Ogni sforzo possibile”, in un contesto manageriale e aziendale, significa ottenere un sufficiente stato di coinvolgimento delle persone, al punto che ognuno si senta parte di uno stesso progetto e di uno stesso obiettivo.

Si tratta di un risultato tutt’altro che semplice da acquisire, in quanto il cambiamento è un concetto di cui molto si parla ma che quasi nessuno vuole davvero.  Esso implica un’uscita dalla propria zona di comfort, con l’inevitabile necessità di affrontare le difficoltà e le incertezze e, spesso, di mettere a rischio le proprie posizioni in nome di una nuova situazione che solamente “forse” si concretizzerà in futuro.

Quando menzionammo questo concetto per la prima volta, muovere la montagna aveva che fare con l’immensa fatica che affrontavamo tutti i giorni per cercare di trasformare o innovare una grande organizzazione, molto complessa, industriale, tradizionale e con un elevato grado di resistenza al cambiamento e sicuramente rappresentava gli sforzi spesso vani che facevamo per andare avanti.

Ma nel tempo, muovere la montagna per me ha assunto un significato molto più ampio. Ha a che fare con il mio percorso, con la mia voglia di andare avanti, di crescere sempre di più. Il percorso che ho fatto, le lotte con me stessa per non soccombere, le paure, il panico, le gioie e le soddisfazioni. I momenti di illuminazione e il mio instancabile viaggio che mi ha portato fin qui mentre vi racconto quali sono stati gli strumenti che mi hanno fatto muovere la montagna.

Perché niente è impossibile basta vederla sotto un’altra prospettiva. La montagna si può anche plasmare, ci si può fondere con essa o aggirarla o scalarla. Ci sono molti modi di muovere una montagna e, anche se a volte si ha l’impressione di non fare nessun passo avanti, bisogna perseverare e darsi tempo. I risultati si vedranno sulla distanza, quando si guarderà al percorso fatto con un sorriso e un pizzico di nostalgia.

According to the dictionary, moving the mountain means achieving spectacular and apparently impossible results, making every possible effort.

In a business context, best results are achieved when the engagement of people is such that everyone can feel part of the same project and every effort is directed towards a common goal: this is a hard process, in which a good management guidance is the key success factor. 

This result is anything but simple to achieve. Change is a concept that everyone talk about but almost anyone really wants. It implies leaving the comfort zone, facing difficulties, uncertainties and, often, risking your own position for a new situation that only “maybe” will materialize in future.

When we first talked about it, ‘moving the mountain’ had to do with the immense effort we faced every day in trying to transform or innovate a large, very complex, traditional industrial organization that had a lot of resistance to change. The title was apt: it  represented the titanic – often in vain – effort we made to move forward. 

But over time, ‘moving the mountain’ has taken a much broader meaning for me. It’s about my history, my desire to move forward, to grow more and more. The path I’ve taken; the struggles I’ve had with myself to not to give up; the fears, panic, joys and satisfaction. The moments of enlightenment and my tireless journey I’ve been on until now. One that’s brought me here to impart to you the tools I used to move the mountain.

Nothing is impossible, you just have to look at it from a different perspective. The mountain can also be shaped, you can become one with it, go around it or climb it. There are many ways to move a mountain and, even if at times you feel you are not making any progress, you must persevere and give yourself time. The results will be seen from a distance, when you look back at the path you’ve taken with a smile and a hint of nostalgia. And you might find that in moving the mountain, the mountain has also moved you. 

Tratto dal libro “Moving the Mountain – manager si diventa, non si nasce”

From the book “Moving the Mountain – One is not born a leader, one becomes one”