Pray for Kiev

Stamattina ho aperto gli occhi al suono della sveglia, mi sono rigirata nel letto qualche minuto pensando a quella discussione di lavoro che avrei dovuto intraprendere più tardi.

Mi sono stiracchiata nel letto e mi sono lentamente alzata mentre il mio cagnolino Spank mi aspettava a pancia all’aria pronto per la sua grattata mattutina.

Ho fatto la doccia, mi sono vestita e ho preso il caffè e durante tutto il tempo avevo la mente che vagava  sulla lista di cose da fare. Stasera vedrò un’amica: “questa la mettiamo fra le cose piacevoli” mi sono detta. 

Poi ho messo il cappottino a Spank, ho preso il guinzaglio e siamo usciti al fresco di un’alba quasi primaverile.

Mentre facevo tutto ciò, come ogni mattina, mi lamentavo silenziosamente della stanchezza, del tedio e del fatto che non abbiamo ancora fatto i programmi per il weekend. “Sarebbe ora di approfittare e fare un giro all’aria aperta. Ma dove andiamo?” Che quesiti esistenziali che al momento sembrano così importanti e vitali per il nostro benessere.

Oggi è giovedì, la mia amica che vive a 2000 km da qui, probabilmente fino a qualche settimana fa faceva le stesse riflessioni. Si alzava al mattino lamentandosi silenziosamente del lavoro o del fatto che il marito non aveva messo la tazzina del caffè nel lavabo o del figlio che non aveva preso un bel voto.

Ma la mia amica stamattina invece si è svegliata molto prima del solito e con un solo pensiero: “Vi prego fatelo smettere!”

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